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Scotta' (LN) : Preservare la biodiversita come insegna la natura
La tutela dell'ecosistema, attraverso la conservazione della biodiversità. Questo è uno dei temi che ha tenuto banco, a Strasburgo, durante la sessione plenaria del Parlamento europeo, grazie ad una conferenza stampa promossa dall'onorevole della Lega Nord Giancarlo Scottà, membro della Commissione per l'Agricoltura e lo sviluppo rurale, in collaborazione con l'eurodeputata Veronique Mathieu, la Federazione italiana della Caccia (FACE), l'associazione Bird Life Europe, il WWF, l'organizzazione europea dei proprietari terrieri (ELO) e diversi rappresentanti della Commissione europea.
«Quando parliamo di biodiversità -ha esordito l'onorevole Scottà- parliamo di agricoltura, di pesca e di tanti altri settori dato che la trasversalità è un suo elemento caratterizzante».
«Secondo le stime della FAO, il 75 per cento della diversità genetica delle piante agricole, in tutto il mondo, è andato perduto nel ventesimo secolo, in quanto si prediligono la produttività e la massima resa piuttosto che la diversità, inoltre, nonostante la varietà di piante ed animali che ci offre la natura, la nostra alimentazione è basata su poche colture e poche specie di mammiferi e uccelli».
«La storia, però, ci insegna la pericolosità di questa tendenza», ha continuato l'eurodeputato del Carroccio facendo riferimento, in particolare, «alla grande carestia in Irlanda che dal 1845 al 1849 dimezzò la popolazione a causa della mancanza dell'elemento principale della dieta irlandese, ossia la patata».
Scottà ha affermato che «mantenere la diversità di specie e habitat è un dovere del genere umano, per garantirsi il proprio futuro, e che tutti devono collaborare, dall'agricoltore al cacciatore ad ognuno di noi, in quanto bisogna utilizzare appieno la ricchezza che la natura ci ha messo a disposizione».
L'eurodeputato leghista ha poi sottolineato l'importanza della Comunicazione della Commissione europea sulla Biodiversità, in quanto essa mira a ridurne la perdita e a ripristinare gli ecosistemi naturali.
«La natura - ha concluso Scottà- è l'unica giurista a cui dobbiamo dare ascolto, perché solo se riusciremo a cogliere i suoi segnali saremo in grado, noi tutti, di preservare la bellezza e la varietà dell'ambiente che ci circonda, l'unico in grado di parlare all'uomo con una lingua che non conosce confini».



























